I FIGLI E IL MARE

I FIGLI E IL MARE

Mi sono sempre descritto come un cantante mancato, ma non riuscivo mai a trovare il momento per dedicarmi a questa mia grande passione. Vengo da una famiglia benestante e ho sempre fatto quello che un padre desiderava nella vita : Avere un figlio studioso, sportivo e laureato. Ho iniziato nel lontano 1985 la carriera di Dottore Commercialista, attività che tuttora svolgo con soddisfazione e successo, ma questo momento della mia vita era quello giusto per dare vita ad un sogno nel cassetto. Spero che questo EP abbia successo e che possano uscirne altri che ospiterranno canzoni gia' scritte e altre che scrivero'. Sto anche per terminare un libro di poesie che vorrei facessero da corollario alla mie canzoni. Insomma la mia speranza è quella di fare sempre piu' musica e arte e sempre meno contabilità.

DOVE SEI

Era il mese di luglio del 2010, stavo giocando a burraco su un sito internet, quando mi trovai a fare una partita, su un tavolo virtuale, con una socia che aveva come avatar la foto di una bellissima donna dai capelli rossi. Iniziò subito una forte amicizia che nel breve tempo di un paio di mesi divenne amore travolgente. Dopo una burrascosa separazione che mi aveva allontanato dalla famiglia, a chiusura di un matrimonio durato 20 anni, il sole tornò a riscaldare il mio cuore malato. Iniziò cosi' uno splendido rapporto tanto intenso quanto tragico. Dopo qualche mese dalla nostra unione questa donna, di soli 33 anni, si ammalò di tumore e in pochi mesi mori', lasciandomi nel piu' totale sconforto. Un giorno mi misi alla chitarra e composi questa canzone che parla della mia speranza, supportata dalla mia credenza nella rincarnazione, di poter ritrovare la sua anima in un' altra vita o addirittura in questa. Di questa storia preferisco parlare poco perche' il dolore è ancora cocente e poi vorrei lasciare comunque un messaggio positivo di un amore che valeva 1000 volte la pena di vivere.


I FIGLI E IL MARE

I figli e il mare e' il brano che dà il titolo all' EP. In questa canzone canto la disperazione di tanti padri che per le leggi inique che governano in Italia la materia della separazione coniugale, sono costretti a vivere una seconda vita tra difficoltà economiche e in una solitudine completa. Nel dicembre del 2009 dopo un matrimonio fatto di molte gioie e grandi dolori, decisi di traferirmi da Napoli a Formia per lenire le ferite che la decisione di giudici, orientati da una giurisprudenza che in questi casi e' tutta a favore delle madri, avevano inflitto al mio cuore di padre, negandomi la possibilità di vedere le miei figlie. Ancora oggi combatto tra mille difficoltà per affermare il mio ruolo di padre e anche attraverso questo brano e l'intero EP io spero di poter far conoscere alla mie bambine la parte piu' sensibile del mio animo. E' un grido di dolore e di speranza che viene consegnato al mare, come la bottiglia di un naufrago che porta all'interno una pergamena dove sono scritte le coordinate del suo amore più profondo e sincero per le proprie figlie. Anche qui viene fatto un piccolo richiamo alla reicarnazione tema che ha caratterizzato questa parte recente della mia vita, aiutando a spiegare a me stesso il significato di certi accadimenti terreni che altrimenti sarebbero rimasti incompresi.

 

NON E' MALICONIA

Questo brano e' stato scritto nel lontano 1980, a quell'epoca avevo appena venti anni. Ero un bel ragazzo di famiglia benestante, con spider e soldi in tasca, ma invece di vivere la vita in modo spensierato cercavo sempre amori difficili. Nell'estate di quell'anno mi fidanzai con una ragazza originaria di Napoli che viveva in provincia di Genova e iniziai a fare chilometri su chilometri in treno o in auto per poterla vedere. Il venerdì chiudevo i libri e partivo facendomi la notte seduto in treno per arrivare la mattina preesto a Santa Margherita Ligure, così da potermi godere ogni momento di quella storia senza buttare via neanche un attimo. Ogni volta sembrava la prima e quando scendevo dal treno e la trovavo ad aspettarmi all' uscita della stazione il cuore mi batteva in gola e la felicità era immensa. Ma poi venivano quei venerdì amari perchè non potevo partire e il dolore della lontananza fiacchiva ogni cosa. In quei momenti, mentre gli amici si divertivano, io mi sentivo solo tra tanti e cominciavo a provare quel sentimento che sembrava a primo impatto malinconia, ma che invece era un bisogno di suggere alla fontana del suo amore. La canzone e' dedicata a tutti coloro che nella loro vita hanno vissuto fidanzamenti a distanza come il mio.

 

SENZA TE CHE SENSO HA

Questo brano, anch'esso scritto negli anni '80, parla di una ragazza che ravvivo' molto la mia vita con strappi e riavvicinamenti continui, tanto dolorosi quanto intensi nella loro periodicità. Una donna all'apparenza un po' svampita, ma che riusciva comunque a rendere la mia vita mai banale. Quello che canto e' l'amore fresco tra ragazzi di venti anni che si amano, poi si odiano e poi si riamano con la stessa intensità del primo giorno e tra una gioia immensa e un dolore sopito iniziano a tinteggiare il proprio carattere di futuri uomini e donne. E' un brano che ha avuto negli anni molto successo tra gli amici, i quali ne riconoscevano la immediata orecchiabilita'. Questo brano e' uno di quelli che ho sempre preferito, racconta di quegli amori estivi intensi, travolgenti, mozzafiato che purtroppo aimè durano solo per un mese. Era il 1985 e mi trovavo a Palinuro in vacanza con i miei. La sera andai a ballare in una discoteca tra le più suggetive d'Italia, si chiamava IL CICLOPE e si trovava in prossimita' di quei luoghi narrati da Omero nell'Odissea. Era situata in una grotta stupenda e l'acustica era davvero eccezzionale. Stavo al bar sorseggiando un rum e coca quando un mio caro amico mi tocca la spalla e mi dice Rox mamma mia guarda quella ragazza. Mi giro e resto fulminato da cotanta bellezza. Era alta circa 175 circa, capelli castani che si poggiavano sulle spalle e incorniciavano un viso dai tratti dolci e una bocca che dire sensuale è riduttivo. Due occhi verde mare splendenti come fari sparati nel buoi della notte, incrociarono i miei e io in quell'attimo per poco venivo colto da una crisi di panico. Dicevo ma sta guardando me o mi sbaglio? Ma dai forse mi sbaglio, mi ripetevo, ma più la guardavo e piu' lei sosteneva con fierezza e sicurezza il mio sguardo impacciato. Da li cominciammo a conoscerci e in breve tempo ci mettemmo insieme. Mi sentivo l'uomo piu' felice del mondo, mi sembrava aver toccato il cielo con un dito. Era la mia donna perfetta..era ma non per sempre, ma solo per un'estate. Finito il mese di agosto, la cercai con molta insistenza, ma lei, tornata a casa, doveva preparsi per un matrimonio gia' deciso da tempo che coivolgeva un pezzo grosso del suo paese e della politica italiana di quegli anni e peranto decise di non vedermi più col dolore nel cuore. Questa esperienza comunque ha lasciato in me ricordi bellissimi che non dimentichero' mai nella mia vita e ha contribuito alla mia crescita di uomo e di scrittore.